La storia di Apple: diciassettesima puntata, Jobs e la dura selezione per la rinascita di Apple
Oggigiorno la Apple è sempre più conosciuta, ed è tornata ad essere il grande colosso dell’informatica. Pensiamo al più recente prodotto rivoluzionario che ha lanciato Apple, ovvero iPhone, e come adesso i grandi produttori di telefoni fanno a gara per cercare di imitarlo alla “meno peggio”.
Tutti sanno chi o che cosa è Apple, ma non [...]
Oggigiorno la Apple è sempre più conosciuta, ed è tornata ad essere il grande colosso dell’informatica. Pensiamo al più recente prodotto rivoluzionario che ha lanciato Apple, ovvero iPhone, e come adesso i grandi produttori di telefoni fanno a gara per cercare di imitarlo alla “meno peggio”.
Tutti sanno chi o che cosa è Apple, ma non tutti conoscono la sua storia. Continuiamo con la nostra rubrica settimanale, dove vi racconterò la storia di Apple. Ogni puntata sarà ogni domenica, e vi racconterò la nascita, la crescita, e la quasi morte con la miracolosa guarigione di Apple. Cercherò di racchiudere tutto quello che si può trovare in giro sulla storia di Apple, e indirettamente di Steve Jobs.
Nello scorso appuntamento con la storia di Apple, è finalmente ritornato in sede il fondatore di Apple, Steve Jobs, pronto a ripartire e salvare la società.
Il 22 luglio del 1997, viene rilasciato Mac OS 8 che è il primo sistema operativo di Apple in cui si assiste ad un innovazione dell’interfaccia rispetto ai suoi predecessori, perché sostanzialmente da Mac OS 1 a Mac OS 7.x, c’è stata ben poca innovazione nell’interfaccia grafica. Mac OS 8 inoltre è anche molto più stabile dei suoi predecessori.
Come detto nella precedente puntata, Apple era in cerca di un nuovo CEO, perché Gil Amelio si era dimesso. Il consiglio di amministrazione di Apple, dopo varie riunioni decise di far divenire CEO proprio Steve Jobs, che sembrava la persona più adatta. Il 16 settembre 1997, Steve Jobs diventa a tutti gli effetti l’iCEO (CEO ad interim) di Apple, ma ad una condizione: diventando iCEO Steve Jobs, accettava di guadagnare simbolicamente solo 1% annuo. Pensate che Steve Jobs sia povero? Niente affatto! Anche se Steve Jobs effettivamente con il lavoro di Apple guadagna solo un dollaro all’anno, lui guadagna con le stock option, che sono delle azioni che poi vengono vendute nel momento più fruttuoso, e comunque Steve guadagna anche con la Disney visto che è il CEO anche della Pixar.
Dal momento in cui Jobs diventò CEO, e quindi assunse il controllo di Apple, ci furono una serie di cambiamenti drastici che portarono Apple a migliorare di anno in anno. Innanzitutto Steve appena ebbe ricevuto il potere, incominciò a indagare su tutti i prodotti che Apple produceva e su quelli che aveva in cantiere, dovette controllare tutto quello che l’azienda faceva o aveva in mente di fare.
Steve allora convocò molte riunioni con i vari gruppi dell’azienda, chiedendo a ciascun gruppo quale dei prodotti che producevano fosse il migliore, e quale secondo loro, fosse inutile, oppure chiedeva cosa secondo loro doveva essere fatto per migliorare l’azienda, e quali prodotti era meglio progettare. Steve non fece l’errore del passato, cioè non fece il ragazzino viziato decidendo tutto lui senza il parere di nessuno, ma da uomo maturo (grazie all’esperienza con NeXT) chiese consiglio a tutti i membri di Apple. Steve chiese a ciascun gruppo i prodotti che potevano essere eliminati.
Con questa approfondita indagine, Steve iniziò a tagliare molti dei prodotti che Apple produceva, dalle stampanti e fotocamere digitali, ai computer fissi e portatili. Secondo Jobs, Apple disponeva di una gamma troppo vasta di prodotti, che confondeva il cliente finale e disperdeva i guadagni. Jobs andò subito al sodo, e si preparò ad eliminare definitivamente tutti i prodotti inutili e fallimentari, ad esempio eliminò il Newton terminandone la produzione, perché era lo considerava un prodotto troppo dispendioso per Apple e che non portava nessun guadagno, e furono molti gli ingegneri che non condivisero l’idea di Jobs, ma che poi si rivelò esatta. Steve interrusse definitivamente la produzione di ogni genere di stampanti prodotte da Apple, terminò la produzione delle fotocamere, eliminò i progetti in cantiere inutili, licenziò i gruppi che non soddisfacevano i requisiti e che erano di intralcio.
Steve fece una dura selezione tra tutti i suoi dipendenti, e scelse solo ed esclusivamente i migliori, licenziandone parecchi. Tra i migliori scelse anche il designer Jonathan Ive, e il suo fedele collaboratore Tim Cook, che da allora non lo hanno più abbandonato, e grazie ad essi i l’efficienza dell’azienda è migliorata notevolmente.
Il lavoro eseguito da Steve fu molto duro, ma portò sin da subito molti miglioramenti, diminuendo le uscite e aumentando le entrate nell’azienda. Inoltre Steve si preparava a lanciare una serie di novità, che trasformarono Apple nell’azienda che è anni avanti rispetto alle concorrenti.
[alcune parti sono tratte dal libro: "Nella testa di Steve Jobs"]
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